In questo modulo affronteremo il tema della violenza di genere, facendo luce sulla terminologia, le cause e le dinamiche principali, nonché sulle azioni concrete per prevenire, identificare e reagire in caso di violenza. Sottolineeremo soprattutto la necessità che voi, in quanto giovani, siate al centro della discussione, impegnandovi in azioni collettive e in una trasformazione della società che sia guidata dallɜ giovani, poiché la violenza di genere non è solo una questione di vita dellɜ adultɜ!

Introduzione

La violenza di genere si riferisce ad atti dannosi diretti contro un individuo in base al suo genere. È radicata nella disuguaglianza di genere, nell’abuso di potere e in norme dannose. Le donne sono a rischio ovunque e dovunque: al lavoro, a scuola, a casa. Secondo le Nazioni Unite, la violenza di genere è un’emergenza di salute pubblica globale.

Come abbiamo visto nel modulo 2, seguire idee rigide su come i ragazzi, le ragazze e gli altri generi dovrebbero comportarsi non limita solo chi siamo e cosa possiamo fare, ma crea anche una divisione tra i generi in base a come la società pensa che debbano apparire e comportarsi. Questa separazione spesso porta a dinamiche di potere ineguali, perché la società tende a preferire i tratti associati ai ragazzi, come il comando e la competizione, rispetto a quelli legati alle ragazze, come la gentilezza e l’accudimento. Anche se nessuno è puramente “femminile” o “maschile”, ci viene insegnato ad ammirare e a lottare per queste versioni ideali di essere un ragazzo o una ragazza. Il problema è che questi ideali sono spesso irrealistici e persino contraddittori.

Le persone che non rientrano in queste caselle tradizionali, come i ragazzi che sono visti come “delicati” o le ragazze che hanno più partner, spesso si trovano ad essere escluse, trattate in modo ingiusto o addirittura vittime di bullismo. Questo tipo di maltrattamento, basato sul genere di una persona o sulla sua attrazione, è noto come violenza di genere. Alcune persone usano questo tipo di violenza per controllare coloro che considerano meno importanti o come un modo per “punire” chi non segue le regole tipiche dell’essere ragazza o ragazzo.

Provate a pensare: cosa sapete della violenza contro le persone? Cosa sentite dire dai media e dalle persone che vi circondano in generale? Sebbene si parli sempre più spesso di violenza di genere, possiamo anche osservare che viene ancora trattato come un “affare da adultɜ”. Invece lɜ giovani soffrono di violenza di genere, così come di discriminazioni e abusi a causa del loro genere, prima dei 18 anni. Si parla di teen dating violence (TDV) per indicare il tipo specifico di violenza di genere che colpisce lɜ adolescenti, e di violenza di genere legata alla scuola per indicare ciò che accade nelle scuole in materia. Tuttavia, entrambi i fenomeni rimangono in gran parte poco studiati e poco affrontati.

Abbiamo già detto che l’educazione all’importanza del consenso e del desiderio sessuale è un aspetto fondamentale delle relazioni rispettose e sane, ma è anche un passo cruciale verso l’eliminazione della violenza contro gli esseri umani: l’educazione al consenso vi fornirà una profonda comprensione del significato del consenso affermativo e continuo, che è vitale per ridurre gli episodi di violenza contro gli esseri umani e promuovere relazioni positive e consensuali. La comprensione del desiderio, invece, aiuta a riconoscere i segnali di coercizione e manipolazione. Quando entrambɜ lɜ partner comprendono e rispettano i desideri dell’altrǝ, diventa più facile identificare e resistere ai comportamenti coercitivi, prevenendo così i casi di violenza di genere.

Se gli sforzi di prevenzione sono indispensabili, è altrettanto importante creare un ambiente di supporto per le vittime o i sopravvissuti alla violenza di genere, che possono trovarsi ad affrontare diverse sfide, tra cui la ritraumatizzazione quando cercano assistenza e giustizia. In questo caso, le iniziative di sostegno tra pari emergono come un faro di speranza e guarigione. I sistemi di sostegno tra pari offrono alle vittime o allɜ sopravvissutɜ uno spazio sicuro per condividere le loro esperienze, cercare una guida e connettersi con altre persone che hanno affrontato sfide simili. Questo senso di comunità e di comprensione è fondamentale per aiutare le vittime o lɜ sopravvissutɜ a ritrovare la propria autonomia e autostima.

Per iniziare ad affrontare questi temi in modo efficace e sostenibile, partiremo dall’esplorazione dei concetti fondamentali che costituiscono una definizione completa di violenza di genere, per sviluppare una comprensione di base di tutte le questioni correlate. Prima di addentrarci in questa esplorazione, vi consigliamo di leggere il Modulo 2 di questa Guida e di rivedere alcuni concetti chiave, ad esempio la differenza tra “sesso” e “genere” – ve la ricordate?! Sottolineeremo poi la necessità di un’azione collettiva e di un sostegno tra pari, per un mondo più sicuro e più equo per tuttɜ.

Parliamo di consenso

Il concetto di consenso è il punto di partenza del discorso sulla violenza contro le persone.

Il consenso è l’accordo volontario e informato dato da tutte le parti coinvolte in un’attività sessuale. Deve essere continuo, entusiasta e può essere ritirato in qualsiasi momento senza conseguenze. Ciò significa che prima di iniziare qualsiasi pratica con qualcunǝ, è necessario sapere se anche l’altra persona lo desidera. Il consenso è la volontà di stare insieme, è il punto d’incontro di desideri comuni. È una questione di confini personali e di rispetto dei confini altrui; di conoscenza di sé stessɜ e dei propri desideri e di capacità di comunicarli; di verificare se le cose non sono chiare; di responsabilità, nel chiederlo o nel darlo.

Guardate questo video per capire meglio cosa intendiamo per consenso.

L’attività sessuale senza consenso è violenza

Se ci fermiamo ad analizzare il termine, noteremo che la parola stessa non è sufficiente a farci comprendere la complessità del suo significato. Per esempio, una persona potrebbe provare vergogna, paura o non avere gli strumenti per dire “no”. Nonostante il fatto che la persona dica esplicitamente e verbalmente “sì”, quel “sì” potrebbe non essere libero o informato.

“Il consenso implica che bisogna essere sicurɜ di andare anche contro quella persona e dire di no”.

“Avevo paura di non essere abbastanza per quella persona, o di deluderla in qualche modo e quindi spesso mi sentivo a disagio perché non volevo davvero farlo e questa persona mi faceva sentire molto a disagio”.

Questo video mostra la complessità di questo concetto utilizzando l’acronimo inglese FRIES:

FRIES, in inglese, sta per:

  • Liberamente dato (Freely Given): Il consenso è una scelta che si fa senza pressioni, manipolazioni o sotto l’effetto di droghe o alcol.
  • Reversibile. Chiunque può cambiare idea su ciò che ha voglia di fare, in qualsiasi momento. Anche se l’avete già fatto e anche se siete entrambɜ nudɜ a letto.
  • Informato. Si può dare il proprio consenso a qualcosa solo se si è a conoscenza di tutti i dettagli. Per esempio, se qualcunǝ dice che userà il preservativo e poi non lo fa, non c’è un consenso completo.
  • Entusiasta. Quando si tratta di sesso, si dovrebbero fare solo cose che si VOGLIONO fare, non cose che ci si aspetta che si facciano.
  • Specifico. Dire sì a una cosa (come andare in camera da letto per pomiciare) non significa aver detto sì ad altre (come fare sesso).

CHIEDERE IL CONSENSO

Posso…? Vuoi che io…?”. Domande facili e importanti, con molte possibili risposte, sia verbali che non verbali. Ma solo un SÌ esplicito ed entusiasta è un consenso. Il silenzio non è un consenso. Nemmeno le espressioni di dubbio lo sono. E questo non vale solo per la prima volta che si sta insieme a qualcunǝ: anche se si è già fatto sesso in precedenza, o si sta insieme alla persona o alle persone da molto tempo, è sempre necessario chiedere il consenso, ogni volta. Non fate mai pressione sullǝ vostrǝ partner per farlɜ fare qualcosa che non vuole fare o di cui non sembra sicurǝ. Fatelɜ capire che non c’è problema se vuole smettere o fare qualcosa di diverso. E quando sapete che qualcunǝ non è interessatǝ a ciò che chiedete, smettete di chiederlo. Tuttɜ meritano di veder rispettati i propri limiti. Essere costrettɜ a compiere atti sessuali non è una bella sensazione e può rovinare una relazione.

DARE IL CONSENSO

Il vostro corpo è vostro e avete l’ultima parola su di esso: anche se eravate d’accordo su qualcosa prima, se avete cambiato idea, se avete nuovi dubbi. Potete dire “no” in qualsiasi momento e lǝ vostrǝ partner deve rispettarlo. Non sentitevi in colpa a esprimere i vostri sentimenti e le vostre emozioni.

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Il consenso è anche una questione di leggi: in ogni Paese ci sono leggi che definiscono chi può acconsentire e chi no: chi è ubriacǝ, ha fatto utilizzo di stupefacenti o è svenutǝ non può acconsentire al sesso. Inoltre, esistono leggi che proteggono lɜ minori (persone di età inferiore ai 18 anni) dall’essere spintɜ a fare sesso con qualcunǝ molto più grande di loro. Si parla di “età del consenso sessuale” per indicare l’età che una persona deve avere per essere considerata legalmente in grado di acconsentire al sesso: al di sotto di questa età, lɜ adultɜ coinvoltɜ rischiano il carcere e la connotazione di criminale. L’età del consenso varia da Paese a Paese:

    Italia

    Spagna

    Francia

    Grecia

    Cipro

    Belgio

    Lituania

    14 

    16

    15

    15

    17

    16

    16

    Nella nostra cultura, la pratica del consenso non è molto “naturale”, a causa della sua correlazione con il patriarcato e gli squilibri di genere in cui viviamo, a causa del concetto di potere e dell’attitudine a essere performativɜ e competitivɜ: può essere difficile accettare dei “no” come risposta (si veda il modulo 2 per saperne di più sugli squilibri di genere). Il percorso per costruire una società diversa, basata su una cultura del consenso, è ancora lungo e difficile. Ma parte dall’impegno di essere parte di questo cambiamento e affrontarlo con un’impostazione transfemminista ne migliorerà lo sviluppo.

    Il femminismo è un movimento sociale e politico che si batte per la parità di diritti, opportunità e trattamento di tutti i generi. Sfida e cerca di smantellare le disuguaglianze, le discriminazioni e gli stereotipi sistemici basati sul genere. Per questo motivo parliamo anche di transfemminismo, che si riferisce a un sottoinsieme specifico del femminismo che si concentra sui diritti e sulle esperienze delle persone transgender all’interno del quadro femminista più ampio. Affronta l’intersezione tra identità di genere e femminismo, lavorando per l’inclusione e l’uguaglianza di tutte le donne, cis e trans* (vedi modulo 2). Il transfemminismo sfida le norme di genere tradizionali, promuove l’inclusività e affronta le vulnerabilità specifiche e la discriminazione, contribuendo a una lotta più completa ed efficace contro tutte le forme di violenza di genere.

    Guardate questo video sull’importanza del consenso.

     “C’è stato un periodo, da giovane adulto in una relazione con una persona instabile, in cui mi sono sentito in pericolo e ho pensato che l’unica scelta per la mia sicurezza fosse accettare una relazione per placare la violenza”.

    “È solo uno scherzo”: Cultura del consenso e cultura dello stupro

    Ciò che ostacola la diffusione della cultura del consenso nella nostra società è la persistenza della sua antagonista, la cultura dello stupro. Questo concetto descrive una società che incoraggia, normalizza e razionalizza la violenza di genere, e soprattutto la violenza sessuale, come inevitabile e parte del “naturale” comportamento umano, piuttosto che comprenderla come strutturalmente e culturalmente creata e sostenuta. Problemi sociali come atteggiamenti sessisti e stereotipi di genere possono portare alla violenza di genere. Piccole cose come far notare a un*amicǝ una battuta sessista possono aiutare. All’inizio potrebbe essere scomodo, ma far sapere alle persone che vi circondano che non sostenete questo tipo di comportamenti può farle fermare e pensare due volte a quello che stanno facendo.

    Il miglior strumento che suggeriamo per saperne di più e comprendere a fondo la violenza sessuale è la Piramide della cultura dello stupro: essa mostra come gli atteggiamenti sessisti possano portare a livelli crescenti di abuso, come i comportamenti, le convinzioni e i sistemi siano costruiti e lavorino insieme gli uni agli altri. Alla base della piramide ci sono forme di violenza più comuni, come le battute e gli atteggiamenti sessisti o il catcalling. Spesso non vengono nemmeno considerate forme di violenza, ma lo sono comunque e costituiscono la base per forme più pericolose, come il femminicidio. Questa piramide mostra solo alcuni esempi di violenza – l’elenco non è esaustivo – ma ci permette di capire che il cambiamento inizia dalla base della piramide. Se non comprendiamo ed eliminiamo le forme di violenza più piccole, non possiamo comprendere ed eliminare quelle più grandi.

    Qual è il ruolo dei media nel modo in cui parliamo di violenza di genere?

    Avete mai pensato a come la cultura popolare e i media influenzino e plasmino i nostri atteggiamenti nei confronti della sessualità, rafforzando talvolta le norme sociali e le credenze comuni, comprese quelle più violente? I media mainstream svolgono un ruolo molto importante nel perpetrare la cultura dello stupro. Ecco alcuni esempi di come ciò avviene:

    Verso l’autorǝ del reato:

    I media tendono a dipingere lɜ stupratorɜ o le persone che hanno commesso femminicidio come bestie o persone malate, qualcunǝ facilmente identificabile e distinguibile dalle persone che incontriamo normalmente nella nostra vita quotidiana; o una persona molto comune che è stata improvvisamente colpita da un raptus e ha perso la testa. In realtà sappiamo che la stragrande maggioranza degli episodi di violenza di genere è commessa da qualcunǝ che conosceva bene la vittima o lǝ sopravvissutǝ, come l'(ex) partner, unǝ parente o unǝ amicǝ.

    Verso la vittima o lǝ sopravvissutǝ:

    I media tendono a colpevolizzare ulteriormente la vittima o lǝ sopravvissutǝ alla violenza di genere insinuando che in qualche modo sono anche parzialmente responsabili del comportamento violento. Cosa indossavano? Erano ubriachɜ? La donna ha fatto credere loro di volerlo davvero? Stanno mentendo? E così via. Questo si chiama “victim-blaming”. In realtà, l’unicǝ responsabile di una violenza è la persona che la commette.

      Più si sale nella piramide, meno i comportamenti sono socialmente accettabili. Ma non possiamo misurare il danno a una vittima o a unǝ sopravvissutǝ in base alla “categoria” in cui la forma di violenza subita rientra, a parte la morte, che è al primo posto. L’esperienza di ognunǝ è diversa.

      L’albero della violenza di genere

      Comprendere la natura multiforme della violenza di genere è fondamentale per affrontare questo problema urgente. Per parlarne, ci piace rappresentarlo con l’immagine dell’albero:

      Radici – Cause profonde

      Le radici sono le cause profonde della violenza di genere: la violenza di genere si verifica a causa degli atteggiamenti e delle pratiche di discriminazione di genere di una società. Di solito, i generi vengono inseriti in ruoli rigidi e posizioni di potere, spesso con persone socializzate come donne e altri generi in posizione subordinata rispetto agli uomini. Questi ruoli di genere “accettati” rafforzano il presupposto che gli uomini abbiano potere decisionale e controllo sul resto delle persone. Perpetrando la violenza di genere, lɜ autorɜ (chiunque essɜ siano) cercano di mantenere privilegi, potere e controllo. Oltre a ciò, tra le cause profonde citiamo anche il fatto che in contesti di scarsa consapevolezza dei diritti umani, dell’uguaglianza di genere, della democrazia e dei mezzi non violenti per risolvere i problemi, tali comportamenti possono essere rafforzati.

      Le cause principali includono:

      • abuso di potere
      • disuguaglianza di genere
      • patriarcato
      • eteronormatività
      • binarismo di genere

        Meteo / Temperatura – Fattori che contribuiscono

        Sole, pioggia, nuvole rappresentano il “clima” in cui l’albero può crescere più grande e più forte. Rappresentano tutti i cosiddetti “fattori contribuenti”: mentre la disuguaglianza di genere e l’abuso di potere sono le cause principali di tutte le forme di violenza di genere, vari altri fattori possono influenzarne il tipo e l’entità, aumentando la vulnerabilità alla violenza di genere.  I fattori contribuenti sono spesso scambiati per cause, ma è importante distinguerli per combattere la violenza di genere.

        I fattori che contribuiscono sono:

        • abuso di sostanze;
        • disuguaglianze economiche
        • mancanza di istruzione;
        • mancanza di sostegno sociale, ad esempio da parte delle istituzioni o delle famiglie.

          Rami – Tipi di violenza di genere

          Il tronco e i rami dell’albero rappresentano i diversi tipi di violenza di genere che possono verificarsi. Possono essere raggruppati in quattro categorie generali (abuso emotivo o psicologico, abuso fisico, abuso sessuale, abuso economico), che si arrampicano fino a diventare i rami dell’albero. Nelle immagini sono rappresentati i fenomeni più frequenti tra lɜ adolescenti.

          I tipi di violenza di genere includono:

          • Violenza psicologica, che causa danni psicologici. Comprende bullismo, molestie, stalking, controllo, coercizione, isolamento, insulti verbali e altro ancora.
          • La violenza fisica, che provoca danni e utilizza la forza fisica, comprende percosse, calci, pugni e altro.
          • Violenza sessuale, che si riferisce ad atti sessuali compiuti senza il consenso dell’altra persona. Comprende lo stupro, l’aggressione, la tratta di esseri umani, i comportamenti verbali sessuali indesiderati e altro ancora.
          • Violenza economica, che si riferisce ad atti che causano danni economici. Comprende la limitazione delle risorse finanziarie, i danni alla proprietà, le privazioni, la limitazione dell’occupazione lavorativa e altro ancora.

            Foglie – Conseguenze della violenza di genere

            Le foglie sono le conseguenze della violenza di genere per le vittime o lɜ sopravvissutɜ e per l’ambiente circostante, e sono di vasta portata: dalle conseguenze fisiche a quelle emotive e psicologiche.

            Le conseguenze della violenza di genere includono:

            • Conseguenze psicologiche: senso di vergogna, ansia, depressione, perdita di appetito, difficoltà a frequentare la scuola o a studiare e altro ancora.
            • Conseguenze fisiche: problemi di salute, autolesionismo, malattie sessualmente trasmissibili, gravidanze indesiderate e altro ancora.
            • Conseguenza funzionali: cambiare un percorso o eliminare un profilo.
            • Conseguenze sociali: esclusione, rifiuto o isolamento da parte della famiglia e dellɜ amicɜ.

                Chi è colpitǝ da violenza di genere?

                Ora che abbiamo approfondito la definizione di violenza di genere, concentriamoci per un attimo su chi è più colpitǝ, tenendo sempre presente che di solito conosciamo solo il numero di individui che denunciano la violenza di genere, ma non di tuttɜ coloro che l’hanno subita (ci sono molte ragioni per cui questo accade, come fattori culturali, stigma o paura).

                “A volte mi è capitato in passato di continuare un rapporto sessuale che non mi andava di avere, per compiacere il mio partner. Anche quando ero giovane, ho sentito qualcunǝ che mi strofinava intenzionalmente e sessualmente la gamba sull’autobus. Il più delle volte non dicevo nulla per l’imbarazzo. Altre volte mi alzavo e lasciavo il posto”.

                Abbiamo già detto che la violenza di genere colpisce persone di tutte le età e di tutti i generi, a causa del loro sesso, ed è proprio per questo che usiamo l’espressione più completa “violenza di genere”. Tuttavia, le persone socializzate come donne e ragazze sono in tutto il mondo le più colpite. Una persona su tre ha subito violenza di genere nel corso della propria vita (OMS, 2021). La principale forma di violenza che colpisce le donne è la violenza nelle relazioni di intimità (IPV). Le giovani donne tra i 15 e i 19 anni sono più a rischio di IPV rispetto alle donne adulte: all’età di 19 anni, quasi una ragazza adolescente su quattro (24%) che ha avuto una relazione ha già subito abusi fisici, sessuali o psicologici da parte di unǝ partner (OMS, 2021).

                Violenza di genere: di cosa si tratta?

                  La comunità LGBTQIA+ si trova ad affrontare una maggiore violenza da parte dellɜ coetaneɜ, delle famiglie che potrebbero esercitare pressioni sull’individuo affinché si conformi ai ruoli di genere tradizionali o da parte di estraneɜ semplicemente omo-lesbo-bi-transfobicɜ. La maggior parte dellɜ studentɜ LGBTQIA+ riferisce di aver subito atti di bullismo o violenza sulla base del proprio orientamento sessuale o della propria identità/espressione di genere (Plan/ICRW, 2015), in quanto lɜ giovani che vengono percepitɜ come “resistenti” o non conformi alle norme di genere tradizionali o binarie sono ad alto rischio di violenza. Guardate questo video sulla violenza di genere, lɜ giovani e la comunità LGBTQIA+.

                    “Caro diario, anche oggi sono stato insultato e isolato per il mio orientamento sessuale. Mi chiedo cosa ci sia di sbagliato nella comunità LGBTQIA+. Cosa c’è di male se qualcuno ne fa parte o se io sono bisessuale?”.

                    La “Man Box” – Soprattutto nell’ambiente scolastico, ci si aspetta ancora che i ragazzi si comportino “da uomo”, per quanto riguarda le emozioni, il modo di essere e di agire, allineandosi così alla definizione “normativa” di mascolinità. La chiamiamo “Man Box” per indicare l’insieme di aspettative secondo le quali “un vero uomo” dovrebbe vivere – Guarda questo video!

                      La “Man Box” – Soprattutto nell’ambiente scolastico, ci si aspetta ancora che i ragazzi si comportino “da uomo”, per quanto riguarda le emozioni, il modo di essere e di agire, allineandosi così alla definizione “normativa” di mascolinità. La chiamiamo “Man Box” per indicare l’insieme di aspettative secondo le quali “un vero uomo” dovrebbe vivere – Guarda questo video!

                      Potreste anche aver sentito il termine “mascolinità tossica”, che si riferisce al fatto che queste norme sociali associate agli uomini spesso hanno un impatto negativo sugli uomini stessi e sugli altri generi. Non si tratta di dire che la mascolinità è cattiva, ma che ci sono alcuni comportamenti legati alla mascolinità (come l’essere forti, ad esempio) che possono avere un impatto negativo (vedete il modulo 2 per saperne di più sulle aspettative di genere).

                      #NotAllMen – D’altra parte, capita sempre più spesso, soprattutto sui social media e quando vengono mediatizzati casi gravi di , di imbattersi in questo hashtag. Con questa espressione si tende a rivendicare un senso di ingiustizia nei confronti di persone socializzate come uomini: “Non è un problema sistemico, non tutti gli uomini sono stupratori o assassini!”. Ebbene, sottolineare questo aspetto è spesso visto come un rifiuto di responsabilità nei confronti di altri generi che, come vediamo in questa sezione, sono molto più inclini a essere colpiti da violenza di genere perché meno privilegiati nella società.

                      Comprendere la violenza di genere è fondamentale, soprattutto quando si tratta di ragazze, giovani donne e giovani trans che devono affrontare più di un tipo di disuguaglianza o discriminazione. Quando diverse forme di trattamento ingiusto si sovrappongono, aumentano le possibilità di subire violenza di genere. Per esempio, le ragazze di etnia nera o minoritaria (Black or Minority Ethnic – BME) possono subire violenza di genere intrecciata a razzismo e sessismo, mentre la violenza contro le ragazze con abilità diverse può comportare abusi di tipo discriminante nei confronti delle persone disabili insieme al sessismo. Per questi gruppi può essere più difficile ottenere sostegno e l’impatto della violenza subita può essere ancora maggiore.

                      Chiamiamo questo approccio “intersezionale” perché considera come la violenza avvenga all’incrocio di diversi tipi di disuguaglianza o discriminazione. Ciò significa esaminare come diversi fattori, come la razza, la disabilità o il genere, si combinano per influenzare l’esperienza di violenza di una persona e la sua capacità di ottenere aiuto. Si tratta della cosiddetta intersezionalità. Per saperne di più vai al modulo 5.

                      Come posso identificare la violenza sessuale nelle mie relazioni?

                      Nel modulo 1 abbiamo già esplorato i diversi modi per costruire e riconoscere relazioni sicure e sane. A questo punto del nostro percorso, è giunto il momento di parlare di quelle malsane, ovvero quelle che non presentano le diverse caratteristiche già espresse e che possono trasformarsi in modo preoccupante in quella che viene chiamata Intimate Partner Violence (IPV), Teen Dating Violence (TDV) o Domestic Violence (violenza domestica), che si riferisce a comportamenti violenti che si verificano all’interno di famiglie o ambienti familiari.

                      Guardate questo video sulla violenza da partner nelle relazioni di intimità!

                      Termini come violenza di genere o IPV (Intimate Partner Violence) sono spesso considerati più inclusivi e comprensivi rispetto al termine “violenza domestica”. violenza di genere e IPV evidenziano il contesto più ampio e le diverse forme di violenza subite al di là del tradizionale contesto domestico, riconoscendo che la violenza può verificarsi in diverse relazioni e strutture sociali. L’uso del termine violenza di genere riconosce che la violenza non si limita solo alle relazioni tra partner intimɜ o all’interno della famiglia, ma si estende a questioni sociali più ampie radicate nella disuguaglianza di genere, nelle dinamiche di potere e nella discriminazione. Comprende la violenza che può verificarsi negli spazi pubblici, nei luoghi di lavoro o all’interno delle comunità sulla base dell’identità di genere di un individuo. Al contrario, il termine “violenza domestica” si è storicamente concentrato principalmente sulla violenza in ambito familiare o domestico, escludendo potenzialmente altre forme di violenza, come la violenza contro le donne negli spazi pubblici o le disuguaglianze strutturali che perpetuano la violenza. Porre l’accento su violenza di genere o IPV riconosce la necessità di approcci globali che affrontino gli atteggiamenti della società, i quadri giuridici e i cambiamenti istituzionali per combattere la violenza contro gli individui in base al loro genere, orientamento o identità. Riconosce che la violenza non è confinata in un unico spazio, ma è un problema multiforme che richiede una risposta olistica.

                      Quali sono i segnali di una relazione tossica? Guardate questo video!

                      A volte è difficile riconoscere i segnali di una relazione malsana o abusiva, ma alcuni di questi sono più chiari:

                      • Controllo, quando una persona prende tutte le decisioni e dice all’altrǝ cosa fare, cosa indossare, chi frequentare o cerca di isolarlǝ.
                      • Dipendenza: quando si ha paura delle conseguenze della rottura della relazione e si pensa di non poter esistere senza l’altra persona.
                      • Controllo digitale, quando si tiene sotto controllo l’altra persona attraverso i social media o le piattaforme digitali; o quando si inviano messaggi costanti che richiedono l’attenzione dell’altra persona in ogni momento.
                      • Disonestà, quando una persona nasconde informazioni all’altra o la manipola.
                      • Mancanza di rispetto, quando una persona svergogna, deride o sparla dell’altra alle sue spalle.
                      • Ostilità, quando una persona crea conflitti con l’altra o evita di risolverli in modo rispettoso.
                      • Molestie, quando una persona fa sentire l’altra insicurǝ attraverso comportamenti come il catcalling o attraverso commenti inappropriati sul corpo o sul comportamento dell’altra.
                      • Intimidazione, quando una persona cerca di far sentire l’altra piccola e timorosa, usando tattiche come l’isolamento da amicɜ e familiari o la minaccia di violenza o di rottura.
                      • Violenza fisica, quando una persona usa la forza fisica sull’altra.
                      • Violenza sessuale, quando una persona esercita un’attività sessuale sull’altra senza il suo consenso.

                      Questi comportamenti possono essere applicati a tutti i tipi di relazioni, non solo a quelle sentimentali e sessuali, ma anche alle amicizie, alle relazioni familiari, alle relazioni occasionali, alle relazioni di lavoro e a molte altre ancora.

                      I comportamenti malsani possono verificarsi a volte, ma ciò che accade molto spesso è che le persone che vivono relazioni malsane non cercano di cambiare o di imparare da questi comportamenti abusivi. È quindi molto probabile che le relazioni malsane si trasformino in relazioni abusive.

                      Un’ulteriore ragione per cui le persone rimangono in relazioni di abuso può essere compresa attraverso il cosiddetto Ciclo della violenza, in cui il comportamento abusivo mira a mantenere la persona abusata nella relazione attraverso promesse e negazioni.

                      Infographic by Council of Europe

                      La cosiddetta luna di miele si ha quando lǝ abusante in una relazione malsana agisce con un improvviso cambiamento positivo che può sembrare molto simile alla parte iniziale della relazione, scusandosi, promettendo di cambiare e offrendo regali. Tuttavia, ben presto la tensione si alza di nuovo e si riafferma la vecchia struttura di potere, eventualmente anche gli episodi di violenza, fino ad avvicinarsi sempre di più l’unǝ all’altrǝ ed entrare in un’esplosione acuta. In questa situazione, di solito la vittima o lǝ sopravvissutǝ non riconosce inizialmente il ciclo, mentre l’abusante nega la responsabilità. 

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                      Come avviene la violenza sessuale online? Violenza di genere online

                      Un’altra situazione di cui vogliamo che siate consapevoli è il verificarsi della Violenza di genere online. Al giorno d’oggi, sempre più persone si incontrano online, attraverso le app di incontri e i social media. Gli incontri online e il sexting (condivisione di contenuti sessualmente espliciti attraverso le chat) sono diventati due modi molto comuni per lɜ giovani di fare nuove conoscenze ed esplorare i propri desideri. Possono essere un ottimo modo per esprimere la propria sessualità e favorire l’intimità, se basati sul rispetto e sul consenso reciproco. Allo stesso tempo, è importante prestare attenzione ad alcune questioni di sicurezza.

                      La violenza di genere online può assumere molte forme:

                      • Cyberflashing: invio di immagini esplicite senza il consenso del ricevente
                      • Cyberstalking: utilizzo di strumenti digitali per sorvegliare l’altra persona (lettura di messaggi o monitoraggio dei suoi movimenti).
                      • Voyeurismo digitale: registrare, filmare, visualizzare e condividere video o immagini online di una persona senza il suo consenso (ad esempio, attraverso telecamere nascoste, deepfaking – ovvero con contenuti creati tramite l’intelligenza artificiale – o il furto di fotografie).
                      • Doxing: condivisione di dati personali e incitamento a contattare la persona presa di mira.
                      • Furto d’identità e profili falsi: fingere di essere qualcunǝ altrǝ per danneggiare l’altra persona.
                      • Hate speech basato sul genere: svergognare, insultare, fare commenti offensivi all’altra persona in base alla sua identità o orientamento di genere.
                      • Morphing: creazione e condivisione di false immagini e contenuti espliciti dell’altra persona per sessualizzarla.
                      • Adescamento online (o “grooming”): stabilire una relazione online con scopi sessuali.
                      • Molestie sessuali e bullismo online: il bullismo attraverso le piattaforme online (video)
                      • Diffusione non consensuale di foto intime: condivisione di foto intime di qualcunǝ senza il suo consenso.
                      • Sexploitation: sfruttamento commerciale di materiale sessuale.
                      • Minacce online e black mailing: minaccia di divulgare immagini o informazioni personali a meno che non vengano soddisfatte alcune richieste. Quando queste richieste sono di natura sessuale si parla di sextortion.
                      • Zoom bombing: quando le persone si uniscono a gruppi o chat online e pubblicano contenuti razzisti, sessisti o di altro tipo per disturbare lɜ altrɜ

                      La violenza di genere online ha conseguenze molto dannose per la vittima o lǝ sopravvissutǝ, come spiegato in precedenza per la violenza di genere: conseguenze fisiche, psicologiche, emotive ed economiche.

                      “Quando ero più giovane, litigavamo con i miei genitori, forse c’era un po’ di mancanza d’amore, volevo molte attenzioni e le ottenevo online. E non è stata una buona scelta. Sono “caduta” su Internet molto presto, ho visto molte cose che un bambino non dovrebbe vedere, e ho incontrato persone più grandi, è stato molto molto sbagliato e io sono stata una di quelle persone che sono cadute in quella trappola… e c’erano foto… e altre cose brutte”.

                      “Un amico della scuola ha creato una chat gmail sull’account della scuola e ha aggiunto diverse ragazze in un gruppo chiamato “le belle” e ci ha chiesto delle foto con indosso solo reggiseno e mutandine. Nessuna di noi le ha inviate e il personale della scuola ha parlato con lui e mi è stato chiesto di mostrare la chat. Non so cosa abbia fatto la scuola”.

                      L’amore non è controllo! Guardate questo video.

                      La violenza online, così come tutte le violenze, non è mai colpa della vittima o dellǝ sopravvissutǝ e può accadere a chiunque. Sebbene si tratti di un problema sistemico, ci sono alcuni consigli da seguire per ridurre al minimo le possibilità: 

                      • Aggiornate le vostre password ogni tanto e tenetele al sicuro. È inoltre possibile utilizzare meccanismi di sicurezza come i programmi antivirus.
                      • Evitate di tenere la webcam aperta nei vostri spazi privati per evitare di raccogliere immagini private in caso di hacking.
                      • Quando incontrate persone online, fate attenzione a: profili senza foto o con foto che sembrano false; profili senza informazioni nella biografia; persone che rifiutano di parlare al telefono o in videochiamata; persone che vi chiedono soldi.

                        Come identificare, gestire e denunciare situazioni di violenza di genere 

                        “Ho subito molestie sessuali in metropolitana e nei locali notturni, quando degli sconosciuti mi toccavano il sedere o il seno. Nelle diverse situazioni ho reagito allo stesso modo perché c’era questo gruppo di uomini, in cui uno ti tocca e quando ti giri non sai chi era e tutti ridono, così ho deciso di insultarli e di andarmene e di dirlo alle mie amiche, ma non abbiamo fatto altro per paura di affrontarli”.

                        Le violenze sessuali possono verificarsi ovunque, dalle scuole ai luoghi di ritrovo, dai commenti indesiderati alle azioni che mettono a disagio le persone. È importante imparare a gestire queste situazioni, perché creano un’atmosfera negativa e ci tolgono il diritto di sentirci sicurɜ e rispettatɜ. L’educazione e la consapevolezza sono importantissime per combattere questo problema e assicurarsi che tuttɜ siano trattatɜ in modo equo!

                        I passi indicati di seguito possono essere utili per identificare ed eventualmente gestire situazioni di violenza di genere:

                        • Non colpevolizzatevi: non è mai colpa vostra. L’autorǝ del reato è l’unicǝ che ha preso la decisione di farvi del male, e la violenza di genere può capitare a chiunque anche se si prendono delle precauzioni.
                        • Riconoscete quel comportamento: riconoscete che il comportamento che si sta attuando è violenza di genere. Può assumere molte forme diverse, come avance indesiderate, commenti o qualsiasi altro comportamento sessuale che vi mette a disagio, come quelli spiegati sopra.
                        • Tenete traccia di quello che succede e conservatene le prove: Annotate le date, gli orari, i luoghi e i dettagli di ciò che succede. Conservate un registro di tutte le comunicazioni relative alle molestie. Se alla fine decidete di denunciare le molestie, questo documento può essere essenziale! Se si tratta di violenza online, conservate tutte le prove che avete.
                        • Stabilite dei limiti: Esprimete il vostro disappunto allǝ molestatorǝ in modo fermo e chiaro. Ditelɜ con chiarezza e fermezza che il suo comportamento è indesiderato e che volete che cessi. Stabilire dei limiti può aiutare chi non sempre sa che le sue azioni sono sbagliate, richiamando la sua attenzione. Se si tratta di violenza online, prendete in considerazione la possibilità di bloccare l’autorǝ del reato.
                        • Informatevi sui vostri diritti: Acquisite familiarità con le leggi e le linee guida che riguardano le violenze sessuali che avvengono a scuola e nella vostra comunità. Conoscere i vostri diritti vi permetterà di avere un maggiore controllo sulla situazione.
                        • Considerate la consulenza legale: pensate di farvi consigliare da unǝ avvocatǝ. Se necessario, può consigliarvi sulle vostre scelte legali e assistervi nell’intraprendere l’azione legale corretta.
                        • Cura di sé e supporto psicologico: Ricordate di dare priorità al vostro benessere. Affrontare la violenza di genere può essere emotivamente logorante. Impegnatevi in attività di autocura che vi aiutino a rilassarvi e a gestire lo stress, come parlare con unǝ consulente o unǝ terapeuta.
                        • Perseverate: Non scoraggiatevi se il processo richiede tempo. Siate perseveranti e assertivɜ nella ricerca di una soluzione. Il vostro diritto a un ambiente sicuro e rispettoso è fondamentale e agire è fondamentale per garantire il vostro benessere.
                        • Denunciate e cercate sostegno: alcune persone possono esitare a denunciare l’accaduto alle autorità per paura di un’escalation o per timore di non essere presɜ sul serio. Purtroppo questa è ancora spesso una realtà e per questo motivo è importante che facciate ciò che vi fa sentire a vostro agio, senza alcuna pressione. Ecco alcune opzioni:
                          • Potete parlarne con i vostri familiari o con lɜ vostrɜ amicɜ che possono offrirvi un sostegno iniziale.
                          • Se vi sentite a vostro agio, potete anche parlarne con lɜ insegnanti e la scuola: dovrebbero essere in grado di prendere le misure necessarie e fare riferimento alle politiche interne per la protezione dellɜ
                          • Se l’abuso avviene online, è possibile segnalare il contenuto improprio all’amministrazione della piattaforma.
                          • Potete cercare le ONG o le linee telefoniche dirette nella vostra città o nel vostro paese.
                          • È possibile fare rapporto alla polizia

                        Se non siete voi a subire la violenza di genere, ma siete a conoscenza di un caso di violenza nel vostro gruppo di amicɜ, ecco alcuni consigli che potete seguire:

                        • Non ignorate quello che dicono
                        • Fate sapere loro che credete in loro
                        • Lasciatelɜ parlare quanto vogliono, senza insistere perché raccontino di più.
                        • Valutate con loro la possibilità di parlare con altre persone, tenendo presente che la priorità è sempre il loro benessere.
                        • Date valore alla loro scelta di condividerlo con voi e ringraziatelɜ.
                        • Far sapere loro che non sono solɜ e che altre persone si trovano in situazioni simili.
                        • Fate capire loro che non è colpa loro.
                        • Prestate attenzione alle loro domande e chiedete loro come vorrebbero agire, piuttosto che dare la priorità ai vostri consigli.
                        • Ascoltate attentamente anche i vostri sentimenti e assicuratevi di essere nella posizione mentale giusta per affrontare la situazione.
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                          Modulo 1

                          Navigare nelle relazioni

                          Modulo 2

                          Comprendere il genere

                          Modulo 3

                          Prevenzione della violenza di genere

                          Modulo 4

                          Comprendere la salute sessuale

                          Modulo 5

                          Cultura e sessualità

                          Modulo 6

                          Disabilità e sessualità